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  • Anno 13° - N. 36 del 30/09/2016

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Locatelli: la storia di un predestinato

il . Postato in Sport

locatelli milan Dalle giovanili dell’Atalanta all’esordio in Serie A con il Milan, fino al gol che ha deciso la partita contro la Juventus. Ecco da dove arriva il baby talento che ci fa sognare.

di Federico Chiappa

Dalle chiacchiere da bar dello sport agli studi televisivi più conosciuti, in questi ultimi giorni tutti hanno dedicato attenzioni al giovane talento del Milan che in questo inizio di campionato si è messo chiaramente in mostra. Naturalmente parliamo di Manuel Locatelli, classe 1998, centrocampista rossonero che, con un gran gol, ha regalato alla sua squadra e ai suoi tifosi la vittoria contro la Juventus di sabato sera.
Provando a fare un tuffo nel passato, anche se il baby Locatelli è così giovane che basta tornare indietro di qualche anno, scopriamo che Manuel è un vero e proprio predestinato: ha iniziato a giocare a calcio in un oratorio di Pescate, a 9 anni è passato all’Atalanta e a 14 nel Milan. Ha giocato in tutte le squadre giovanili del Milan, a volte da sotto età, come nel caso della Primavera allenata da Filippo Inzaghi. Nel frattempo ha anche giocato in tutte le Nazionali giovanili italiane, dall’Under 15 all’Under 19. Ha iniziato ad allenarsi in prima squadra con Massimiliano Allegri durante i suoi ultimi mesi al Milan e l’anno scorso Sinisa Mihajlovic ha cominciato a portarlo in panchina. Ad assegnarli il ruolo da regista e a scommettere più di tutti su di lui è stato Cristian Brocchi, che lo allenava nella primavera e che lo ha lanciato per primo in Serie A, durante Milan – Carpi della scorsa stagione.
Rispetto allo scorso anno, quando era sembrato ancora poco maturo per giocare stabilmente con il Milan e in Serie A, Locatelli ha accumulato la giusta dose di fiducia ed esperienza che gli mancava per giocare con sicurezza e rischiare leggermente di più. Manuel ha ancora dei grandi margini di miglioramento e con il tempo si potrà avere un’idea più chiara di quale possa essere la sua crescita come regista del gioco.
A volte ci vuole coraggio a far giocare un ragazzo giovane in un palcoscenico importante come la Serie A, ma i giovani hanno bisogno di essere messi alla prova in modo da maturare e assorbire le giuste capacità per giocare ad alti livelli. Senza l’audacia degli allenatori che concedono fiducia e occasioni ai ragazzi, il calcio italiano perderà sempre più talenti. La speranza è che di Manuel Locatelli ce ne siano altri 100, altri 1000.
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