Urock
E' un nome nuovo che forse pochi conoscono, ma la band italo-americana, per il disco d'esordio, ha scelto due produttori come Alan Parsons e Jack Endino.Alan Parsons (Pink Floyd) e Jack Endino (Nirvana) produttori per l'album di debutto degli Urock, band italo-americana nata dall'idea di Umberto Sulpasso (voce), protagonista nel 1998 di Jesus Christ Superstar. L'album esce oggi ed e' ricco di citazioni di Pessoa, Coelho, De Moraes, Sepulveda, Che Guevara ed Epicuro. Nel cd anche Remo Remotti, che esprime la sua rabbia nel monologo contenuto ne La societa' dei magnaccioni, rivisitata in chiave punk da Endino.
Da una settimana nei negozi e nei digital store, il disco di esordio degli Urock (distribuito in Italia da "Audioglobe) suscita un gran interesse. La band italo-americana che ha realizzato il progetto con i produttori Alan Parsons (Pink Floyd, Beatles, The Alan Parsons Project) e Jack Endino(Nirvana, Soundgarden) ha lavorato tre anni tra gli Usa e l'Italia. Il disco s' intitola semplicemente "Urock", sfruttando il nome già scelto dalla band per autodefinirsi. L'incontro con Parsons sembra aver segnato la loro fortuna, generando stupore e curiosità negli ascoltatori e portando un'ondata di novità nella musica nazionale ed internazionale.
Può cosi anche accadere che, un giorno, dopo aver ascoltato dei provini, Alan Parsons e Jack Endino chiamino per invitare nei loro rispettivi studi una band sconosciuta: è una bella storia da raccontare quella degli Urock, nati dall'idea di Umberto Sulpasso (voce), cittadino di Los Angeles con padre italiano, che, nel 1998 si trasferisce per alcuni mesi a Roma per interpretare la parte da protagonista nel musical "Jesus Christ Superstar" e incontra Cristian Murasecchi (chitarre) - italoamericano trasferitosi in Italia per studio, e Giuseppe Mangiaracina (basso). Con altri musicisti (Riccardo Macri, Vieri Baiocchi e Cristian Buccioli) formano il nocciolo musicale della band.
Una volta formati, gli Urock iniziano a suonare in numerosi club americani, inglesi e in alcuni dei più noti centri sociali italiani ed europei.
Scorrendo i crediti del disco si leggono alcuni nomi che hanno fatto la storia del rock, su tutti quelli di Parsons ed Endino. Jack Endino (produttore dei Nirvana e Soundgarden), che appare anche nella copertina del disco, firma l'album con il suo "tocco magico". Tutto nasce da un gesto coraggioso della band: "Volevamo fare un disco veramente rock senza compromessi anche a livello di suono" spiega Umberto Sulpasso .
"Siamo sempre stati ammiratori del sound dei dischi dei Nirvana e, quindi, con una buona dose di follia, abbiamo scritto al mitico produttore Endino. Non solo ci ha risposto ma Jack ci ha ospitati a casa sua, a Seattle, ci ha fatto lavorare nel suo studio, il mitico" Soundhouse Recording", lo stesso dei Nirvana, e ha trasformato i nostri demo in un disco vero. Jack dice che la ragione di tutto è perché ha una passione per la pasta e noi la cuciniamo bene, impazzisce per la nostra "carbonara"...ma, in fondo, sono certo che creda che facciamo anche del buon rock!" E' cominciato così un importante sodalizio artistico e una grande amicizia musicale."
L'esperienza è forte e formativa, a tal punto che la band non si ferma e non pubblica le nove tracce prodotte con il produttore di Seattle ma continua a scrivere (in inglese) ed ecco che un giorno, vengono inviati i provini di due canzoni, "Saint louis" e "The flight", a Mr. Alan Parsons (il suo nome è strettamente legato ai Pink Floyd di "Dark Side of the Moon", mentore del progetto che porta il suo nome e di hit mondiali come "Eye in the Sky" e "Mammagumma"), che, dopo qualche settimana, fa chiamare la band dal manager per invitarli nel suo studio a lavorare coinvolgendo anche PJ Olsen, il cantante degli Alan Parsons Project.
Il 5 dicembre 2011, Parsons scrive sul suo sito "Questa settimana lavorerò in studio con una nuova band italiana!!! Gli UROCK!"
Ricco di citazioni di Pessoa, Coelho, De Moraes, Sepulveda, Jimenez, Marti, Che Guevara, Epicuro, che accompagnano le canzoni, e di contaminazioni - nel disco anche il poeta cantore della romanità Remo Remotti, che esprime tutta la sua rabbia nel monologo contenuto ne "La società dei magnaccioni", rivisitata in chiave punk da mister Endino.
contatti:
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