Dal vinile al digitale, quel viaggio affascinante che regala emozioni
Il disco rinasce per gli appassionati e si trasforma con strumenti tecnologici sempre più innovativi. Come è cambiato negli ultimi anni il modo di fruire della musica.Il mondo della musica non è fatto solo di eccitanti sonorità, indimenticabili melodie, motivi che fermano il tempo e la memoria, ritraendo e caratterizzando i momenti più importanti della nostra vita. Nella musica c'è spazio anche per le icone che, fino a qualche anno addietro, s'identificavano nei gruppi musicali, in personaggi che, a vario titolo, si erano ritagliati un posto nella storia. Da qualche tempo le raffigurazioni hanno subito un forte cambiamento, modifiche radicali, sostanziali, strumentali, che ci hanno indotto a una revisione totale delle modalità d'ascolto. C'erano i tempi in cui i dischi in vinile rappresentavano il momento culminante del rapporto fra il "consumatore" e l'autore, fra chi "mastica" musica e chi, invece, la propone. Un'ossessione che nemmeno la più efficiente delle psicoanalisi avrebbe permesso di superare. Ma il mondo cambia e con esso le cose, il modo di servirsene. Dai dischi si è passati alle cassette, poi sono arrivati i computer e le tracce digitali, preceduti dai comodi e piatti (anche nel suono) cd. Un tragitto veloce, una rivoluzione profonda. Che oggi ci permette di valutare e focalizzare la situazione da varie prospettive. Il vinile, tuttavia, resta la base dalla quale partire per avventurarsi nell'arte dei suoni. E non è un caso se le case discografiche, sia pure a prezzi quasi inaccessibili (e non solo a causa della crisi mondiale), li hanno riproposti a qualsiasi latitudine. O quasi. E allora ha avuto ragione chi, nel frattempo, non si era disfatto del proprio patrimonio discografico, evitando accuratamente di svendere long playing e 45 giri su internet, o magari con qualche amico "fidato". Oppure il più arguto dei consumatori di musica che, presagendo grandi cambiamenti, e pur mantenendosi al passo con i tempi, non ha mai dimenticato la qualità dell'audio che offre un 33 giri (o un 45 giri) in vinile. Il disco è il disco. Questo è fuori discussione. E oggi si può dire che il vinile è rinato, grazie ad alcuni supporti in grado di trasformarlo a prezzi contenuti ed in modo piuttosto pratico. La semplificazione della trasformazione, l'hanno chiamata gli esperti del settori: strumenti in grado di infittire il legame fra i dischi e il digitale. Non è una rivoluzione, ma ha tutto il sapore di una novità. Addirittura si può acquistare un giradischi, il cosiddetto "piatto", e collegarlo direttamente con iPod, in modo da trascinare e trasformare le tracce musicali dal 33 o 45 giri al padre di tutti gli mp3. Il giradischi in questione costa solo intorno ai 130 euro, una cifra comunque altra se si pensa che con poco più si può acquistare un kit completo formato da giradischi, due casse-diffusori, un mangiacassette ("piastra"), un lettore cd. C'è anche la slot per la pen-drive e quella per la scheda sd. Insomma, di tutto di più. Un mix suggestivo, affascinante, curioso, fra passato prossimo, presente e futuro. Ma anche un modo per fruire di tutti i vantaggi e delle comodità tecnologiche per manipolare la propria musica. Il disco resta sempre il disco, per variabilità e fedeltà del suono, ma portarsela dietro resta sempre una tentazione irresistibile.


