NewsClick

  • Anno 9° - N. 20 del 17/05/2012

  • Direttore Antonella Biscardi



Stampa

Al Museo di Roma “Luoghi comuni”: vedute romane, vedutisti francesi

- Pubblicato in Cultura

luoghi-comuniAl Museo di Roma in Palazzo Braschi, fino al 27 maggio, la mostra "Luoghi comuni. Vedutisti francesi a Roma tra il XVIII e il XIX secolo", ripercorre in settanta opere l'operato degli artisti francesi presenti in città tra la metà del Settecento e i primi anni dell'Ottocento.

Promossa dall'Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico - Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale, l'esposizione presenta i lavori - tutti acquerelli e incisioni della raccolta grafica del Museo di Roma - realizzati durante il soggiorno romano da pittori spesso legati all'Accademia di Francia, la prestigiosa istituzione creata da Luigi XVI per consentire ai giovani artisti francesi di perfezionarsi a Roma oggi ospitata a Villa Medici, sulle pendici di Villa Borghese. Acquerelli e incisioni mostrano visioni della Roma del tempo dove si alternano il Foro Romano e il Colosseo, Villa Borghese e Castel Sant'Angelo, San Pietro e il Pincio, Ponte Milvio e il sepolcro di Cecilia Metella. Non mancano struggenti visioni della campagna romana, immagini di un'epoca nella quale non era semplice spostarsi in luoghi ancora selvaggi e poco ospitali. Capitale internazionale e allo stesso tempo piccola città, crocevia per artisti e intellettuali di fama, ma piuttosto pericolosa per chi girovagasse per le sue strade di notte, Roma presentava all'epoca molte contraddizioni. Lo stato pontificio era uno dei più arretrati d'Europa e, malgrado le presenze cosmopolite, la città appariva una realtà immobile. Anche i pittori sembravano impegnati in una lotta per rintracciare tra il verde, le rovine, gli alberi e la pietra le tracce di una Roma antica che faticavano ad emergere. Tuttavia, proprio da questo apparente caos, "Robert delle rovine" – com'era soprannominato il pittore parigino Hubert Robert dai contemporanei - e Abraham Louis Rodolphe Ducros traevano ispirazione per le loro creazioni, mentre François Marius Granet realizzava le sue emozionanti immagini della Roma moderna e Victor Jean Nicolle e Charles Joseph Natoire delineavano in nitide vedute o con sentimento visionario la loro idea della città. La mostra è curata da Simonetta Tozzi, con l'organizzazione e i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Gran parte delle opere presentate provengono da due importanti collezioni del Museo di Roma: la raccolta di Basile de Lemmerman (Tiflis 1898-Divonne le Bains 1975) e quella di Anna Laetitia Pecci-Blunt (Roma 1885-Marlia1971),appassionati collezionisti che scongiurarono la dispersione delle collezioni prendendo donandole a una istituzione pubblica. Info www.museodiroma.it

line-orange